28 Novembre 2014

Morto dopo esser rimasto incastrato in ascensore. Famiglia parte civile nel processo

Per divincolarsi batté la testa ad una parete. Venne sottoposto ad una operazione, ma purtroppo morì.

I familiari di Francesco Trotto, assistiti dagli avvocati Silvia Siciliano e Monica Roccato, si sono costituiti parte civile insieme alla Regione Lazio nel processo a carico di una ditta incaricata di eseguire interventi di manutenzione sugli ascensori dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. La vicenda risale al 2008 ed è descritta su La Provincia Quotidiano di oggi nell’articolo a firma di Angela Nicoletti.

L’anziano era solito raggiungere l’ospedale pontino per sottoporsi a dialisi. Un giorno di metà ottobre resto incastrato con un braccio nell’ascensore e nel tentativo di divincolarsi finì con la testa contron una parete. Vista la gravità della situazione l’uomo venne sottoposto ad un intervento chirurgico, ma purtroppo morì.

In seguito ci fu un’inchiesta dei Nas di Latina riguardante i lavori di manutenzione agli elevatori, appaltati nel 2008. Ebbene, continuando a scorrere il testo di Nicoletti si legge che secondo il sostituto procuratore Cristina Pigozzo i lavori, «dichiarati ultimati e compiuti a regola d’arte» in realtà «non sarebbero mai stati compiuti o compiuti in maniera difforme rispetto all’appalto». Per la cronaca la cifra stanziata per i lavori era di 325 mila euro.

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