9 Aprile 2021

Vaccini in farmacia: era proprio necessario?

Quale logica dietro questa scelta?

Un po’ di dati

Al 7 aprile, sono state somministrate 11.510.905 dosi del vaccino contro il coronavirus. Questo dato include anche le seconde dosi inoculate a più di tre milioni di persone, esattamente 3.555.242, dunque il dato non coincide col totale dei vaccinati, che invece ammonta a circa 8 milioni.
I britannici avevano capito per primi che chi avrebbe vaccinato più velocemente avrebbe ridotto in maniera significativa la mortalità e avrebbe fatto ripartire più velocemente l’economia traendone un enorme vantaggio competitivo. Tutti abbiamo capito che se la Gran Bretagna fosse rimasta nell’consumerismo.it/tag/ue”>UE la sua campagna vaccinale avrebbe subito i rallentamenti che L’consumerismo.it/tag/ue”>UE sta sperimentando in questo periodo.

Lo schema dei consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini come quello dei dispositivi di sicurezza all’inizio della pandemia

Con i consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini anti-consumerismo.it/tag/covid”>Covid si è ripetuto, anche se in maniera minore, lo stesso schema che si era visto nelle prime fasi della pandemia con i dispositivi di sicurezza individuale.  Fino agli anni ottanta l’Italia era uno dei maggiori produttori di consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini al mondo, poi sono arrivate le multinazionali del farmaco che hanno comprato e delocalizzato la produzione soprattutto in India. Ma questa è un’altra storia. Ad oggi molte regioni hanno terminato tutte le dosi di consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini che sono state consegnate e in molti casi stiamo rischiando di non potere fare le dosi di richiamo. Li dove si è rimasto indietro nelle vaccinazioni non è per carenza di vaccinatori ma per carenze organizzative, chiamiamole così. I medici vaccinatori, composti da medici dipendenti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, odontoiatri, medici specializzandi, medici volontari, ammontano a 164.800, fonte Fnmoceo (ordine dei medici). Un esercito di vaccinatori. Come spesso avviene in questo paese nelle fasi   emergenziali gli Italiani dimostrano un grande senso di solidarietà. Quindi i vaccinatori qualificati non mancano, il problema come al solito è organizzativo.

L’accordo per somministrare i consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini in farmacia

Nel decreto sostegni del 22 marzo è stato siglato un accordo consumerismo.it/tag/federfarma”>Federfarma, consumerismo.it/tag/assofarm”>Assofarm, consumerismo.it/tag/governo”>Governo, consumerismo.it/tag/regioni”>Regioni e consumerismo.it/tag/province”>Province autonome per la somministrazione dei consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini anti-consumerismo.it/tag/covid”>Covid in farmacia da parte del farmacista. In merito alla formazione è indicato che la somministrazione dei consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini in farmacia avverrà da parte di farmacisti abilitati all’esecuzione delle somministrazioni vaccinali contro il Sars-Cov-2 sulla base degli specifici programmi e moduli formativi organizzati dall’consumerismo.it/tag/istituto-superiore-di-sanita”>Istituto Superiore di Sanità. Il farmacista somministra il vaccino al soggetto risultato idoneo dalla compilazione del consenso informato, e assicura la permanenza del soggetto per un tempo di 15 minuti successivi all’esecuzione del vaccino per assicurarsi che non si verifichino reazioni avverse. E se si dovessero verificare? Particolare non da poco.
Ai farmacisti, cosi come ai medici e agli operatori sanitari che procedono alle vaccinazioni, è stato confermato lo scudo penale dai reati di lesioni personali e colpose e omicidio colposo. Ai farmacisti viene riconosciuta una remunerazione di 6,00 euro (non è volontariato) per singolo inoculo vaccinale, salvo ulteriori oneri riconosciuti dalle consumerismo.it/tag/regioni”>Regioni e dalle consumerismo.it/tag/province”>Province autonome. Inoltre non si capisce perché sono stati esclusi i farmacisti che operano nelle parafarmacie, ad esempio quelle poste nei centri commerciali, facilmente accessibili e con spazi esterni adeguati a ospitare in sicurezza un gran numero di persone. Mistero.

Quale la logica dietro la scelta della somministrazione del vaccino in farmacia?

Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato, cosi come prevedono le leggi regolatorie, solo previa prescrizione del medico, ossia dopo una valutazione anamnestica, che è un atto clinico. La presenza del medico è necessaria per raccogliere il consenso, valutare lo stato di salute del paziente e gestire in maniera pronta gli eventuali effetti collaterali. Cosi come previsto dall’consumerismo.it/tag/agenzia-consumerismo.it/tag/italia”>italiana-del-farmaco”>Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che raccomanda “assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica”. Con 164.800 medici che hanno dato la disponibilità a vaccinare proprio non si riesce a capire quale sia la logica dietro questa scelta. Il governo prevede di vaccinare a pieno regime 500.000 consumerismo.it/tag/italia”>italiani al giorno per raggiungere entro settembre la fatidica soglia del 70% di vaccinati per avere l’immunità di gregge. Basterebbe che ogni medico dei 164.800 che hanno dato disponibilità facesse solo 5 inoculazioni al giorno per avere 824.000 somministrazioni al giorno, molto al disopra dell’obiettivo del governo.  In poco più di un mese e mezzo si potrebbero vaccinare più del 70% degli consumerismo.it/tag/italia”>italiani almeno con una sola dose, sempre se le dosi non mancano.  Il problema non è la carenza di vaccinatori ma quella dei consumerismo.it/tag/vaccini”>vaccini e in molte regioni di un’ organizzazione efficiente. Ad oggi molte regioni  hanno usato quasi il 90% delle dosi ricevute e altre appena il 73%. Ben venga l’aumento dei punti vaccinali ma con la presenza del medico.

Fonte: Consumerismo